TERNI – La desertificazione bancaria rappresenta sempre più un problema economico e sociale, soprattutto nelle aree interne e nei territori maggiormente esposti allo spopolamento. Sul tema interviene il vicepresidente della Provincia di Terni, Francesco Maria Ferranti, in vista della firma del Protocollo d’intesa tra Regione Umbria, Anci e parti sociali. «Accolgo con profondo apprezzamento l’imminente firma del Protocollo di intesa contro la desertificazione bancaria tra la Regione Umbria, l’Anci e le parti sociali – afferma Ferranti –. Si tratta di un passaggio fondamentale per affrontare con determinazione una vera e propria emergenza sociale che sta impoverendo i nostri territori».
Ferranti ricorda anche l’iniziativa organizzata nel settembre dello scorso anno dalla First Cisl Umbria nella Sala dei Notari di Perugia, alla quale aveva partecipato, sottolineando in quella occasione le conseguenze della progressiva chiusura degli sportelli bancari. «La chiusura progressiva degli sportelli bancari non rappresenta una semplice riorganizzazione commerciale – sottolinea – ma una piaga economica e sociale che colpisce cittadini, famiglie e imprese, penalizzando in modo drammatico soprattutto le aree interne della nostra regione».
A delineare la portata del fenomeno sono anche i dati dell’Osservatorio Nazionale della First Cisl, secondo i quali oltre 4 milioni di cittadini italiani e più di 250 mila imprese risiedono in Comuni privi di una filiale bancaria, mentre quasi 6 milioni di persone vivono in territori dove l’ultimo sportello bancario è a rischio chiusura. Una situazione che, secondo Ferranti, interessa da vicino anche l’Umbria e la provincia di Terni, dove la riduzione dei servizi bancari rischia di accentuare l’isolamento delle comunità locali. «In Umbria e nella provincia di Terni questo fenomeno rischia di isolare ulteriormente le comunità locali, privando gli anziani e le fasce vulnerabili di servizi essenziali e soffocando il tessuto economico locale». Il Protocollo viene quindi indicato come uno strumento per mettere in campo una risposta coordinata e contrastare la progressiva marginalizzazione dei territori più periferici.
«Il Protocollo in arrivo è una risposta concreta e coordinata – aggiunge Ferranti – che va nella direzione di contrastare il fenomeno della marginalizzazione e dello spopolamento dei territori più periferici, che già oggi soffrono per la carenza o la sparizione di servizi al cittadino di grande utilità». Tra questi, secondo il vicepresidente della Provincia, gli sportelli bancari rappresentano un servizio particolarmente importante non soltanto per i residenti, ma anche per chi frequenta e visita i piccoli centri. «Garantire gli sportelli bancari, all’interno di una strategia di recupero dei servizi e di incentivi al ripopolamento – conclude Ferranti – è un fattore che può rivelarsi determinante. La Provincia è pronta a fare la sua parte».

