Manutenzione fossi e torrenti nel Perugino: «Deve essere preventiva, non emergenziale»

L’appello: «Da novembre chiediamo interventi»

PERUGIA – “Da novembre 2025 chiediamo interventi di manutenzione sulla rete idraulica minore, ma ad oggi, nonostante le successive segnalazioni e l’interessamento dell’assessore regionale Thomas De Luca, la situazione sostanzialmente non è cambiata”. A tornare sulla questione è Augusto Peltristo, capogruppo di Fare Perugia con Romizi – Forza Italia, che ha inviato una nuova richiesta all’assessore regionale Thomas De Luca, ad Afor, al dirigente regionale competente in materia di ambiente e rischio idraulico, al Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri e ai Carabinieri Forestali.
“Abbiamo segnalato più volte la necessità di intervenire sui fossi e corsi d’acqua Riolo, Fregolosa, Gratiano, Acquaiola, Caina, Cestola e Rigalto – sottolinea Peltristo – ma le risposte ricevute non hanno fornito un vero cronoprogramma, né indicazioni chiare su quali interventi verranno effettuati e in quali tempi”. Particolare attenzione viene posta sul Caina. “A seguito delle sollecitazioni del nostro Gruppo – spiega Peltristo – è stato effettuato un primo e limitato intervento di pulizia della vegetazione presso Pilonico Materno. È un intervento che abbiamo apprezzato, ma non può certamente considerarsi risolutivo. Il Caina presenta ancora una consistente presenza di vegetazione e necessita di una manutenzione più ampia, compresa la rimozione di rami, tronchi, detriti e altro materiale accumulato nell’alveo e lungo le sponde”.
“Non possiamo inoltre dimenticare – prosegue – le criticità idrauliche che hanno interessato il Cestola nella zona di Mugnano durante l’ultimo inverno. È proprio questo il punto: bisogna intervenire prima che tornino le piogge intense e non aspettare che si verifichino situazioni di emergenza”. Secondo Peltristo, infatti, “la manutenzione dei fossi e dei corsi d’acqua deve essere ordinaria, programmata e continuativa. La pulizia della vegetazione, la rimozione dei detriti, dei rami e dei tronchi, il controllo degli alvei e degli argini e il ripristino della capacità di deflusso devono essere attività svolte con regolarità e in prevenzione. Questi sono i mesi nei quali è possibile lavorare con maggiore sicurezza e programmare gli interventi prima dell’autunno e dell’inverno. Le piogge prima o poi torneranno e non possiamo arrivare impreparati”.
Peltristo chiede quindi agli enti competenti di conoscere quali interventi siano stati effettuati dal novembre 2025 ad oggi, quali siano programmati, su quali corsi d’acqua si intenda intervenire, con quali risorse e soprattutto con quali tempi, chiedendo la predisposizione di un vero e proprio cronoprogramma. “Non chiediamo interventi straordinari dopo l’emergenza – conclude Peltristo – ma una politica seria di prevenzione. La manutenzione dei corsi d’acqua deve diventare un’attività costante. Aspettare la piena per intervenire significa arrivare troppo tardi. Ora ci sono le condizioni per programmare e realizzare gli interventi necessari: è il momento di farlo”.

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