Prossima al target anche la chirurgia della prostata
TERNI . Il 100% dei pazienti con tumore della mammella, del colon-retto, dell’utero, della tiroide e del polmone è stato operato entro i tempi previsti dal Piano Nazionale di Governo delle Liste di Attesa (PNGLA). È il dato più significativo che emerge dal monitoraggio relativo al primo semestre 2026 dell’Azienda Ospedaliera Santa Maria di Terni, che registra un ulteriore miglioramento nella gestione delle liste di attesa chirurgiche.
Il risultato riguarda cinque delle principali procedure oncologiche monitorate e certifica il pieno rispetto dei tempi nazionali e delle priorità cliniche per tutti i pazienti interessati. Positivo anche l’andamento degli altri indicatori. La prostatectomia radicale, unica procedura non ancora pienamente allineata al target nazionale, registra un significativo miglioramento rispetto ai mesi precedenti. Le ulteriori misure organizzative già adottate sono finalizzate a raggiungere nei prossimi mesi il pieno rispetto del tempo massimo di 30 giorni previsto per questa patologia oncologica.
Il miglioramento dei tempi di attesa procede parallelamente all’incremento dei volumi di attività chirurgica. Un risultato reso possibile da un modello di programmazione integrato e dinamico, costruito sulle priorità cliniche e sulla capacità effettiva dell’Azienda, con l’obiettivo di garantire un accesso alle cure sempre più tempestivo, appropriato ed equo. Negli ultimi mesi l’Azienda ha profondamente rivisto il modello di programmazione chirurgica, superando la semplice assegnazione delle sedute operatorie per arrivare a un governo complessivo dell’intero percorso del paziente. La programmazione viene definita quotidianamente tenendo conto delle priorità cliniche e dei tempi di attesa, ma anche della complessità dei pazienti e della disponibilità effettiva di sale operatorie, posti letto, personale e tecnologie. Un sistema che consente di utilizzare le risorse in modo più appropriato e di migliorare efficacia, efficienza ed equità di accesso alle cure.
Alla base dei risultati c’è il modello di governance introdotto dalla Direzione Aziendale attraverso il Tavolo Tecnico Chirurgico e il Centro Programmazione Interventi, che hanno trasformato la programmazione in un processo continuo e flessibile, in grado di adattarsi ai bisogni dei pazienti e alle risorse concretamente disponibili.
Per il direttore sanitario Domenico Montemurro, i risultati raggiunti confermano come anche l’organizzazione rappresenti uno strumento fondamentale di cura. “Dietro ogni intervento eseguito nei tempi previsti c’è un’organizzazione che funziona. La complessità della chirurgia richiede decisioni continue, capacità di programmare, monitorare e rimodulare quotidianamente l’attività in funzione delle priorità cliniche e delle risorse realmente disponibili. Abbiamo costruito un sistema che governa il percorso chirurgico nel suo insieme e che oggi ci consente di garantire ai pazienti risposte sempre più tempestive senza rinunciare all’appropriatezza e alla qualità dell’assistenza”.
Tra gli elementi innovativi del modello c’è l’introduzione dell’Operating Room Management, funzione affidata all’anestesista che, grazie alla visione trasversale dell’intero percorso perioperatorio, integra gli aspetti clinici, organizzativi e gestionali e assume un ruolo strategico nel governo del blocco operatorio. L’Operating Room Manager traduce priorità cliniche, tempi di attesa e risorse disponibili in una programmazione dinamica dell’attività chirurgica, coniugando efficacia clinica, efficienza organizzativa, sicurezza del paziente, appropriatezza ed equità di accesso alle cure. La funzione rappresenta inoltre il raccordo tra la Direzione Strategica e il sistema chirurgico aziendale, favorendo la collaborazione multidisciplinare e traducendo gli indirizzi del Direttore Sanitario e del Direttore Generale in scelte organizzative quotidiane orientate al miglioramento delle performance, al rispetto dei tempi di attesa e all’utilizzo ottimale delle risorse.
Accanto all’Operating Room Management si è consolidato il ruolo del Data Manager, elemento centrale per il governo delle liste di attesa e per l’affidabilità del monitoraggio. L’elaborazione, la validazione e l’interpretazione puntuale dei dati consentono di distinguere i pazienti effettivamente inseriti in lista di attesa da quelli ancora nella fase di presa in carico, restituendo indicatori aderenti alla reale situazione assistenziale. Dati affidabili permettono di misurare i tempi effettivi di attesa, in particolare per i pazienti oncologici, verificare l’appropriatezza delle classi di priorità, aggiornare costantemente le liste e programmare l’attività sulla base di evidenze oggettive, tempestive e validate. L’integrazione tra Direzione Strategica, Operating Room Management, Data Management e team multidisciplinare configura così un modello di governance nel quale organizzazione, dati e competenze professionali concorrono a garantire ai cittadini cure più tempestive, eque e appropriate.
Per il direttore generale Andrea Casciari, il risultato va oltre il dato numerico e testimonia gli effetti del nuovo modello organizzativo. “Abbiamo scelto di investire nell’organizzazione prima ancora che nei numeri. Oggi raccogliamo i frutti di un modello fondato sulla collaborazione multidisciplinare, sulla cultura del dato e sulla capacità di programmare. Chirurghi, anestesisti, infermieri, coordinatori, Direzione Medica, sistemi informativi, controllo di gestione e data manager lavorano come un’unica squadra con un obiettivo comune: garantire ai cittadini un accesso sempre più rapido, equo e appropriato alle cure chirurgiche. Il contemporaneo miglioramento dei tempi di attesa e dei volumi di attività dimostra che innovazione organizzativa, collaborazione multidisciplinare ed efficienza possono tradursi in un beneficio concreto per i cittadini”.


