RE. U.
E qui torna a circolare un nome: Stefania Renzi. Se l’indiscrezione trovasse conferma, il quadro politico sarebbe piuttosto chiaro. Prima della “Strage di San Valentino”, la vecchia Giunta era sostanzialmente divisa in due tronconi: da una parte Corridore, Iapadre, Altamura, Schenardi e Maggi; dall’altra Cardinali, Bordoni, Renzi e Salinetti.
Il ritorno di Cardinali, dunque, è un segnale politico difficilmente equivocabile. Bandecchi sembra aver scelto di andare allo scontro con il suo ex vicesindaco. E, almeno per il momento, il risultato potrebbe essere sintetizzato così: Bandecchi – Corridore 2 a 0.
Adesso la domanda riguarda i quattro scissionisti. Accetteranno la prova di forza del sindaco e la nomina di Cardinali, con il quale il vicecapogruppo Sterlini ebbe in passato più di uno scontro, oppure alzeranno ulteriormente il livello dello scontro?
E soprattutto: se Corridore è davvero il “grande burattinaio” che qualcuno descrive, come reagirà all’ennesimo affondo di Bandecchi? Spingerà i “quattro dell’Apocalisse” fino all’opposizione?
C’è poi il fronte di Alternativa Popolare. Diversi consiglieri avevano già manifestato in passato forti perplessità su Cardinali, Federighi in primis. Accetteranno ora il ritorno in giunta di un “nominato”, non candidato alle elezioni e approdato con Bandecchi soltanto al ballottaggio? Nel frattempo, i soliti ben informati raccontano di un Bandecchi che avrebbe già previsto le possibili contromosse e si sarebbe “blindato” con le ormai note stampelle Ferranti e Orsini. Sul tavolo, secondo queste indiscrezioni, potrebbe esserci persino la presidenza di ASM, mentre i consiglieri della maggioranza originaria rischierebbero di restare a bocca asciutta.
Insomma, la partita è appena cominciata. E una cosa sembra certa: il mercato dei trasformisti è ufficialmente aperto. Chi ha più cartucce, le spari.


