Suicidio assistito. «Legge affrettata, anche la lista della presidente denuncia la mancanza di confronto»

Fruganti (FdI): «Chi guida la Regione può davvero esimersi da una scelta così importante per i cittadini?»

PERUGIA – “Una comunità si misura dalla capacità di stare accanto a chi soffre, non dalla rapidità con cui organizza una procedura di morte. Prima di disciplinare il morire, la sanità garantisca cure, assistenza e accompagnamento”. A dichiararlo è Elena Fruganti, consigliera comunale di Fratelli d’Italia a Perugia, in merito all’approvazione della legge sul suicidio medicalmente assistito. “Ho criticato l’iter della legge nelle scorse settimane. Ora anche Umbria Domani, la lista della presidente Proietti, denuncia un percorso affrettato e la mancanza di un confronto adeguato. La stessa presidente, titolare della delega alla Sanità, ha dovuto chiedere di essere ascoltata in Commissione, riuscendoci soltanto in extremis. Se persino chi guida la Regione ha dovuto reclamare uno spazio di ascolto, è evidente che qualcosa nel metodo non ha funzionato. Le criticità non possono essere liquidate come pregiudizi ideologici. Umbria Domani ha invocato la libertà di coscienza. Ma la libertà di coscienza non può ridursi a una dichiarazione di principio: deve poter incidere sulle decisioni. La presidente Proietti ha scelto di non partecipare al voto. Ma chi guida la Regione può davvero esimersi da una scelta così importante per i cittadini?”.
“La vicepresidente del Consiglio regionale Biancamaria Tagliaferri – prosegue Fruganti- ha citato in Aula gli interventi dell’avvocato Domenico Menorello, coordinatore del network Ditelo sui tetti, e del dottor Andrea Manazza, medico palliativista, che ringrazio per il contributo. È significativo che proprio quelle audizioni abbiano aperto uno spazio di riflessione che il percorso legislativo non aveva adeguatamente garantito. Il problema riguarda anche il posto dei cattolici nel centrosinistra. In Regione come in Comune, quando sui temi etici provano a esprimere una posizione autonoma, anche soltanto attraverso un’astensione, la maggioranza mostra tutta la sua difficoltà a gestire il dissenso”. Conclude Fruganti: “Il pluralismo non consiste nel tollerare sensibilità diverse finché non mettono in discussione la linea del partito. I cattolici sono benvenuti a sinistra soltanto se rinunciano a far valere la propria coscienza? La dignità della persona non dipende dalla salute o dal grado di autonomia. La scelta di morire non può dirsi pienamente libera se maturata nella solitudine e senza alternative assistenziali adeguate. In Umbria le cure palliative raggiungono appena il 36% e l’assistenza domiciliare presenta ancora forti criticità: sono queste le emergenze su cui concentrare risorse e impegno. La legge è stata approvata, ma le domande di fondo restano. Esprimo apprezzamento per i consiglieri regionali di Fratelli d’Italia, che hanno votato compattamente contro il provvedimento”.

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