di Marco Brunacci
PERUGIA – «Abbiamo pagato oggi la prima bolletta a una famiglia perugina. Era scaduta da sei mesi. Più di mille euro, rischiava il distacco delle utenze da un momento all’altro. Alle ragazze che hanno parlato al telefono ha detto che è stato un sollievo».
A parlare è Fausto Cardella, presidente della Fondazione per la prevenzione dell’usura, dalla quale, insieme con la Regione, è partita l’iniziativa per venire in aiuto delle famiglie che non sono in grado di pagare le bollette e ne hanno di scadute da più di 30 giorni, con un reddito certificato da una Isee non superiore ai 20mila euro. In due ore di telefono a disposizione della gente sono arrivate 40 richieste di aiuto.
Fausto Cardella spiega ancora: «Uno dei filoni di intervento, per noi che vogliamo prevenire il fenomeno dell’usura e non solo combatterlo, è proprio quello di venire incontro alle famiglie sulle bollette. Essendo il nostro comunque un ente privato, anche se sottoposto ai controlli della Corte dei Conti, abbiamo potuto prendere questa decisione in tempi molto rapidi. E ci siamo subito resi conto che ci trovavamo di fronte a una vera e propria emergenza».
Sarà possibile fare di più? «Noi pensiamo che con questi primi 120mila euro, messi a disposizione potremmo aiutare non più di un centinaio di famiglie. Se arrivano altri fondi possiamo continuare».
La Regione già si è impegnata a proseguire nell’impegno per bocca della stessa presidente Tesei, in attesa però del Governo nazionale che dovrebbe anche qui proporre una sua ricetta.
Cardella annuncia intanto un accordo con il Cesvol – da concludere in queste ore – per un servizio ai cittadini ternani e per non gravarli di un viaggio a Perugia per ottenere i benefici.


