di Marco Brunacci
PERUGIA – Reddito disponibile per le famiglie. Questo di cui parliamo oggi è qualcosa di ben più tangibile e di meno generico del Pil, il prodotto interno lordo.
E il reddito delle famiglia in Umbria è cresciuto del 2,4% nel 2021, anno assai difficile per tutti tra il Covid incombente, dal quale non si riusciva ancora a venir fuori, e un futuro incerto.
Questo dato lo attestano il Centro Studi Tagliacarne e Unioncamere (le Camere di commercio italiane) che hanno effettuato un’analisi sulle stime 2021 del reddito disponibile delle famiglie consumatrici.
La capacità di consumo era al centro dell’analisi e il risultato è stato sorprendente. Dall’analisi emerge infatti che l’Umbria fa parte del gruppo di regioni che può contare su aumenti più elevati di reddito per le famiglie:
Lazio (+5,0%), la Lombardia (+2,7%), la Sicilia (+2,7%), l’Umbria appunto con un +2,4%.
È ragionevole pensare che abbia inciso la presenza importante di reddito da impiego pubblico o pensione (come in Lazio e Sicilia), decisivo in fasi di grave difficoltà.
Ma questo può spiegare solo la tenuta del tessuto economico. E’ evidente che la crescita da podio italiano è dovuta invece a una vitalità economica data per persa, per anni, in queste zone, magari insieme a politiche mirate di aiuto che sono state trasformate in lavoro e ricchezza.
Va sottolineato che il dato del 6,6% di disoccupazione, mai così basso, rilevato nel 2022, non può venire dal nulla.
Su questa base perciò si possono davvero affrontare le probabili turbolenze economiche nazionali e internazionali attese nel 2023 con minore ansia e perfino un briciolo di fiducia.



