Baravai, perchè te ne vai?

Sulla gestione del giardino esterno all’Anfiteatro Romano e relativa programmazione culturale, il gruppo di Fratelli d’Italia interroga il sindaco Bandecchi

TERNI – Alla Passeggiata, ultimamente, le notizie abbondano, sia quelle belle che quelle brutte: riapre il chiosco Liberty che sembrava destinato a cadere a pezzi – la cooperativa Le Macchine Celibi che nel 2022 era subentrata al gestore aveva annunciato  un progetto innovativo che però non ha mai messo a terra –  resta chiuso il Baravai.

Quell’esperimento culturale partito dubito dopo la pandemia, che ha  trasformato il giardino dell’Anfiteatro Romano in un polo di intrattenimento in cui consumare un cocktail insieme alla musica di qualità, si è fermato. A giugno non riapre il bar e non riparte il festival. Perciò il gruppo di Fratelli d’Italia in consiglio comunale interroga il sindaco: «Considerato che appare evidente una mancanza di coerenza nella gestione degli spazi pubblici e nella programmazione culturale, la chiusura del Baravai, se confermata, rischia di determinare una riduzione significativa dell’offerta culturale estiva.  Non risulta chiaro se esista una strategia organica di programmazione degli eventi su base annuale. Emerge il rischio concreto di sostituire una programmazione strutturata con iniziative episodiche e non coordinate». «Vogliamo conoscere le motivazioni amministrative e gestionali che hanno determinato la fine di un progetto che ha animato l’estate ternana – tuona il capogruppo, Roberto Pastura – se tale chiusura sia temporanea o definitiva, quali sono le prospettive del del festival “Baravai – Anfiteatro Romano».

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