Le maestre della coop non vanno bene neanche alla Cgil

«La giunta Bandecchi dimostra poca attenzione per servizi educativi pubblici e personale»

TERNI – «La decisione della giunta Bandecchi, non ancora operativa, di esternalizzare la gestione dei nidi comunali Peter Pan e quello aziendale di via Cadore non è condivisibile. L’amministrazione comunale dimostra nuovamente di avere una scarsa attenzione nei riguardi dei servizi educativi e del personale”. Questo il commento del coordinamento donne Cgil di Terni che specifica come “la delibera comunale di aprile prevede l’affidamento in concessione della gestione dei due asili nido realizzati o ristrutturati con fondi del PNRR e Piano Periferie con la motivazione che il Comune di Terni non dispone di un organico di personale dipendente in grado di garantire il sevizio tralasciando il fatto che si può procedere ad assunzioni direttamente dalla graduatoria aperta”. “Abbiamo più volte evidenziato – proseguono dal coordinamento donne di Cgil Terni –, infatti, la carenza cronica di personale, nonostante la graduatoria ancora in essere che può essere utilizzata. Riteniamo che l’emergenza sia stata appositamente creata per favorire il processo di esternalizzazione e giustificarlo con la cittadinanza. Con l’esternalizzazione dei nidi si perde un altro pezzo di storia cinquantennale, si disperde un sapere prezioso tramandato nell’avvicendamento delle diverse generazioni di educatrici. Si sgretola quella cultura istituzionale della Prima Infanzia che, ancora oggi, si definisce fiore all’occhiello di Terni».


«A oltre 50 anni dall’approvazione della legge che istituiva gli asili nido – proseguono dal coordinamento donne Cgil Terni –, nella città di Terni ci sono problemi irrisolti sul fronte dell’offerta pubblica per la prima infanzia. Un’offerta assolutamente insufficiente rispetto al potenziale bacino di utenza che si trova costretta a rivolgersi al privato al quale è legato il tema delle rette che, per molte famiglie, sono insostenibili e sempre più spesso condizionano la scelta di affidamento dei bambini al nido”. “Si parla sempre del costo dei servizi per la collettività – proseguono dal coordinamento donne Cgil Terni – ma non si parla mai del costo dell’assenza dei servizi in grado di rispondere in maniera puntuale alla domanda che in questo caso riguarda un settore, quello educativo dell’infanzia, così determinante per la crescita delle persone. Terni è stata, negli anni passati, un punto di riferimento per le politiche educative e conseguentemente per i servizi erogati per l’infanzia, per le esperienze importanti prodotte per tante generazioni di bambine e bambini”. “Oggi – concludono dal coordinamento donne Cgil Terni – risulta inaccettabile che da un lato si utilizzano risorse pubbliche per la ristrutturazione e dall’altro si offrono gli immobili per la gestione privata. Il percorso di esternalizzazione non può essere la soluzione possibile, per questa ragione il coordinamento delle donne Cgil di Terni esprime la contrarietà al percorso indicato dall’amministrazione comunale».

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