ASSISI (Perugia) – La città serafica ha ospitato oggi l’evento regionale con cui Confcommercio Umbria celebra la Giornata della Ristorazione 2026, l’iniziativa nazionale promossa da Fipe, la Federazione Italiana Pubblici Esercizi aderente a Confcommercio, e dedicata al valore economico, culturale e sociale della ristorazione italiana.
L’iniziativa, realizzata in collaborazione con Confcommercio Assisi e Università dei Sapori, con il patrocinio del Comune di Assisi e il contributo della Strada dei Vini del Cantico, si è svolta nella Sala degli Stemmi di Palazzo Comunale, riunendo istituzioni, operatori del settore, studenti e protagonisti del mondo dell’accoglienza attorno al tema della ristorazione come espressione di identità territoriale, cultura e convivialità.
Un’edizione dal significato ancora più forte dopo il recente riconoscimento ufficiale della Giornata della Ristorazione nell’ordinamento italiano e la consacrazione della cucina italiana come Patrimonio dell’Umanità Unesco.
Momento centrale della giornata, introdotto dal presidente di Fipe Umbria Confcommercio Romano Cardinali, la lectio magistralis “Il riso nella storia, il legame con il territorio, il valore nella tradizione gastronomica”, tenuta dallo chef Marino Marini, docente dell’Università dei Sapori e figura di riferimento della cultura gastronomica italiana.
Marini ha illustrato la storia del riso, alimento la cui diffusione dall’Oriente all’Occidente è avvenuta nel tardo Medioevo. In epoca romana il riso era conosciuto ma raramente utilizzato in cucina e quasi assente nei ricettari. Le prime coltivazioni italiane risalgono proprio al Medioevo e si svilupparono inizialmente nelle terre dei Medici e dei Gonzaga. Se in Toscana la coltivazione non ebbe particolare fortuna, nel Nord Ovest – Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna e Veneto – il riso si diffuse enormemente, fino a rappresentare oggi oltre il 90% della produzione nazionale, contribuendo anche alla nascita di figure simboliche come le mondine.
Dalla storia del riso raccontata, alla storia nel piatto: con la degustazione del Bianco Mangiare, tortino a base di riso, pollo e mandorle preparato dagli chef dell’Università dei Sapori.
“Una ricetta”, ha sottolineato Marino Marini, “scelta per il carattere medioevale della città di Assisi e che sarebbe importante recuperare nei menu dei ristoranti locali come elemento gastronomico-culturale di un’epoca storica che caratterizza fortemente l’identità della città di San Francesco”.
Protagonisti della giornata anche gli studenti dell’Istituto Alberghiero di Assisi, coinvolti nell’iniziativa come testimonianza concreta del valore della formazione e del passaggio di competenze tra generazioni nel mondo della ristorazione e dell’accoglienza.
La Giornata della Ristorazione prosegue fino al 16 maggio nei ristoranti aderenti di Assisi, protagonisti di un’iniziativa diffusa promossa da FIPE-Confcommercio.
I locali partecipanti, riconoscibili dall’apposita locandina della manifestazione, proporranno ai clienti specialità e interpretazioni gastronomiche dedicate al riso, ingrediente simbolo dell’edizione 2026 della Giornata della Ristorazione.
Per tutta la durata dell’iniziativa, i clienti riceveranno inoltre in omaggio un finger food a base di riso e un calice di vino offerto dalla Strada dei Vini del Cantico, in un percorso che unisce ristorazione, valorizzazione del territorio e cultura dell’accoglienza.


