Il Carmine ostaggio di un milione (di euro) di poltrone, il Gazzoli di piani anticendio di fortuna

Se le sedute Frau non risultassero a norma potrebbero finire in negozi e ristoranti, come quelle del Verdi

AU. PROV.

TERNI – L’auditorium del Carmine non riapre perché le poltrone Frau acquistate dal Comune trent’anni  fa devono prima superare “la prova del fuoco”  – Palazzo Spada ha inviato all’Istituto Giordano di Rimini campioni di tappezzeria per testarne l’infiammabilità – il Gazzoli continua ad essere utilizzato a pieno regime nonostante si entri e si esca dalla stessa scala antincendio. Un paradosso che va avanti nonostante i fatti di Crans Montana per la carenza di luoghi dedicati alla cultura.  Sono anni che per accedere alle due sale (blu e rossa) di via del Teatro Romano si passa dalla cappella privata. E sono anni che si va avanti con piani antincendio di fortuna per consentire lo svolgimenti di concerti e convegni al Gazzoli.

Quindi, da una parte l’amministrazione Bandecchi aspetta di avere tutte le certificazioni per aprire al pubblico il Carmine in sicurezza,  dall’altra chiude un occhio sul Gazzoli.

Per l’ex chiesa all’interno dei giardini della Passeggiata, che secondo l’ex assessore ai Lavori pubblici Giovanni Maggi poteva essere riaperta sei mesi fa, si sta facendo l’impossibile per salvare le sedute costate la bellezza di un milione di euro. Per il Gazzoli, paradossalmente, si fa finta che ci sia una seconda via di esodo. Ad ogni modo per i prossimi due mesi si fa affidamento sull’anfiteatro Romano, perché il Carmine non riapre neanche in deroga. E nell’ipotesi in cui le poltrone Frau non dovessero risultare conformi per materiale ad un luogo di pubblico spettacolo, verranno sostituite. Non si esclude che possano andare ad arredare negozi, ristoranti e appartamenti privati, se il Comune decidesse di venderle.

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