Il nodo dei 350mila euro da coprire, la sfilza di contestazioni che Palazzo Spada muove al Ministero della Cultura, la promessa di «avviare ogni tutela amministrativa»
AURORA PROVANTINI
TERNI- Continua lo scambio di lettere infuocate tra Palazzo Spada e Mic per il concerto del 30 luglio di Radio 105 in piazzale Bosco con i fondi del Pnrr di Cesi. Fondi che il Ministero della Cultura non autorizza: «Il concerto di Radio 105 in piazzale Bosco non presenta i requisiti di coerenza con il progetto “Cesi Porta dell’Umbria e delle Meraviglie – Open Doors for Outdoor”». Allora il sindaco Bandecchi si sente in dovere di tranquillizzare pubblico e organizzatori confermando l’evento e promettendo che i 350mila euro in ballo, semmai li tira fuori lui. Manco per sogno. E’ il Comune a coprire le spese con un’anticipazione di cassa. E predispone «in via prudenziale, un accantonamento di risorse proprie dell’Ente, in caso di contenzioso col Ministero».
Anzitutto dichiara guerra legale al Mic, sicuro di vincere. E se proprio qualcosa dovesse andare storto ci penserà il Comune, cioè i ternani, a pagare il conto. Alza l’asticella dello scontro Federico Nannurelli, «contestando nel merito e nel metodo la conclusione (del Mic, ndr) secondo cui le spese relative agli eventi programmati per il 30/07/2026 e per il 09/08/2026 sarebbero, ‘allo stato’, non ammissibili a rimborso a valere sul finanziamento PNRR». Quindi sono due gli eventi bocciati dal Mic. Nannurelli (Direzione Governo del Territorio) muove un lungo elenco di contestazione al dicastero della cultura: contesta la qualificazione dei predetti eventi come concerti autonomi e privi di nesso con il progetto PNRR; contesta la qualificazione di ‘105 in the city’ come format necessariamente chiuso, uniforme e non integrabile, in assenza di puntuale indicazione delle basi documentali e probatorie di tale assunto; contesta la contrapposizione tra valorizzazione del Borgo di Cesi e immagine della Città di Terni, poiché Cesi è frazione del Comune di Terni e rientra nel perimetro territoriale, amministrativo e funzionale del progetto attuato dal Comune; contesta la mera coincidenza temporale con la chiusura del progetto, poiché la tempistica discende dalle autorizzazioni ministeriali e dalla funzione conclusiva di comunicazione e valorizzazione del CLP 45; contesta l’affermazione secondo cui non esisterebbe alcuna effettiva attività di comunicazione del progetto, chiedendo che il MIC indichi su quali atti e prove fondi tale conclusione e, comunque, che valuti gli atti integrativi e consuntivi prima di assumere determinazioni definitive. Nannurelli chiede «il riesame e la rettifica della nota MIC prot. n. 5953 del 20/07/2026, nella parte in cui ritiene non ammissibili a rimborso, sia pure ‘allo stato’, le relative spese». Soprattutto formula espressa riserva di ogni tutela amministrativa, contabile e giurisdizionale in caso di conferma di una declaratoria di non ammissibilità non preceduta da pieno contraddittorio e non fondata su valutazione analitica delle prestazioni effettivamente rese.


