Nasce “Flumen”: a Terni un nuovo hub di cultura e partecipazione

Grande partecipazione al taglio del nastro per il nuovo laboratorio operativo di Terni Città Futura

TERNI – Un luogo dimenticato per decenni che torna finalmente a battere nel cuore della città, pronto a trasformarsi in un incubatore di partecipazione, proposte e cultura. Si è tenuta con un’ampia risposta di pubblico l’inaugurazione di Flumen, la nuova sede operativa dell’associazione Terni Città Futura, situata in via Sant’Angelo da Flumine.

Il nome scelto non è affatto casuale: richiama la via stessa che lo ospita, evidenziando la volontà dell’associazione di radicarsi profondamente nel tessuto urbano e nel quartiere, trasformando la propria sede non in un semplice ufficio di rappresentanza, ma in un punto di incontro dinamico e inclusivo per la comunità.

L’operazione porta con sé un forte valore simbolico e pratico: il recupero e la riapertura di spazi rimasti chiusi per tantissimo tempo. Restituire una funzione pubblica e sociale a locali in disuso rappresenta un segnale concreto di attenzione verso l’ambiente urbano, offrendo al quartiere e all’intera città nuove opportunità di crescita culturale, dialogo e socialità. La serata inaugurale ha visto un continuo scambio di idee, contatti e spunti tra i presenti, confermando l’interesse attorno a un progetto che punta ad andare ben oltre la dimensione puramente associativa. L’intento dichiarato è infatti quello di creare una piazza comune in cui possano convergere esperienze, sensibilità ed energie diverse presenti sul territorio.

Soddisfazione da parte dei responsabili di Terni Città Futura, che vedono nell’apertura di Flumen l’inizio di una nuova tappa del proprio percorso: «Con Flumen inauguriamo la nuova sede e apriamo una nuova fase del nostro percorso. La scelta del nome richiama il luogo in cui questo progetto prende vita e il legame che vogliamo costruire con il territorio. La partecipazione e l’interesse della serata inaugurale ci incoraggiano a proseguire con entusiasmo», hanno sottolineato dall’associazione.

«Vogliamo che questo spazio sia un luogo di lavoro per l’associazione, ma anche un ambiente aperto al confronto, alle idee e alle collaborazioni. La riapertura di locali rimasti inutilizzati per decenni è un primo passo per restituire alla città uno spazio da vivere e condividere. L’inaugurazione è soltanto l’inizio: adesso comincia il lavoro per riempirlo di contenuti, iniziative e nuove opportunità».

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