PERUGIA – Una dedica a Laura Santi e alla sua battaglia: è quella che arriva dalla sindaca Vittoria Ferdinandi in seguito all’approvazione della legge regionale sul suicidio assistito. «Oggi il mio primo pensiero è per Laura – scrive Ferdinandi – Vorrei poterla chiamare, ascoltare la sua voce, condividere con lei questo momento che abbiamo aspettato e per il quale si è battuta con tutta la forza che aveva. Le nostre telefonate le porto nel cuore. E oggi sento ancora più profondamente quanto la sua amicizia abbia significato per me, come persona e come sindaca».
«L’approvazione della legge umbra sulla morte volontaria medicalmente assistita – prosegue la prima cittadina – è un passo di civiltà che porta con sé anche il suo nome, il suo coraggio, la sua capacità di trasformare una sofferenza personale in una responsabilità collettiva. Laura ha chiesto alle istituzioni di ascoltare, di assumersi il peso delle domande più difficili, di riconoscere la libertà e la dignità delle persone anche nel tratto più doloroso della loro esistenza. Amava la vita, Laura. La amava nei legami, nelle parole, nella curiosità con cui continuava a guardare il mondo. Da quell’amore nasceva la sua battaglia per l’autodeterminazione, perché ogni persona potesse essere accompagnata, curata e rispettata nelle proprie scelte, senza essere lasciata sola».
Aggiunge la sindaca: «Oggi l’Umbria raccoglie questa eredità e la traduce in un impegno istituzionale. Ringrazio chi ha promosso e sottoscritto la proposta di legge, l’Associazione Luca Coscioni e l’Assemblea legislativa che l’ha approvata. Un ringraziamento particolare va all’assessore Fabio Barcaioli, che fin da subito ha portato avanti questa battaglia con convinzione e sensibilità. A noi spetta adesso la responsabilità di dare concretezza a questo passo, con umanità, attenzione e rispetto per le convinzioni di ciascuno».
Conclude Ferdinandi: «Un abbraccio profondo va a Stefano, che ha condiviso con Laura l’amore, la quotidianità e ogni passaggio di questa battaglia. Quando l’abbiamo salutata, ci siamo promessi che avremmo continuato. Oggi quella promessa trova una prima, importante risposta. Ci manchi, Laura. Dentro questo giorno ci sono anche la tua voce e il futuro che hai aiutato ad aprire per gli altri».


