POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Per Fondazione Gimbe e task force del Governo è l’unica regione pronta al Covid free. In realtà bastava leggere Cityjournal e confrontare i dati. Intanto però qui si ragiona di fase 2 su solide basi e, incrociando le dita, si pensa per agosto al turismo granulare e ai voucher per promuoverlo
di Marco Brunacci
PERUGIA – La Fondazione Gimbe e la task force Ricciardi, una delle innumerevoli messe insieme dal Governo, lo hanno adesso certificato, letto e sottoscritto: l’Umbria è la prima regione in Italia a un passo dal Covid free. Ha i numeri migliori nella lotta al virus.
Non fosse che sta brutto e non è elegante in società, ma viene da dire che bastava leggere Cityjournal dai primi di aprile in qua e confrontare i dati. La Fondazione Gimbe spiega e argomenta. Dice anche che ci sono altre regioni messe meglio dell’Umbria in quanto a prevalenza. Che in realtà è un’altra medaglia al petto del sistema sanitario umbro: vuol dire che il virus in Umbria è arrivato in forze, premendo alle frontiere, cercando di entrare dalla provincia di Pesaro – tutt’ora un vero caso nazionale da spiegare – e da Rimini. È penetrato con i treni da Milano dell’8 marzo, ha provato a circolare, ha cinto d’assedio le case di riposo della più anziana popolazione d’Italia (con la Liguria), e ha fatto delle vittime ma non è riuscito a espugnarle. Perché erano state blindate a tempo debito, come a tempo debito erano stati organizzati davanti ai Pronto soccorso i pre-triage. Nel frattempo sono state organizzate, conquistando respiratori col coltello fra i denti, terapie intensive per evitare il collasso. E nel corso dell’emergenza si è spostato il focus dalla sistema dagli ospedali alla medicina del territorio. Ad aprile sono state tirate le reti di questo lavoro e i risultati da oggi sono sotto gli occhi di tutta Italia. Se ne doveva accorgere anche l’opposizione umbra – per poterne gioire, come giusto, insieme – se non fosse che c’è chi ha mandato in onda il format delle “10 domande”, come se la crisi del coronavirus fosse uguale alle cene galanti di Berlusconi, come se l’opposizione umbra ragionasse come fa Mediaset col Grande Fratello: il format ha successo, replichiamo.
Anche quella parte di opposizione che ha mostrato lucida presenza critica e un altro stile, si è però infilata in un vicolo cieco: chiedere di smontare l’ospedale mobile anti Covid, finanziato dalla Banca d’Italia, significa rinnegare almeno una delle poche linee guida del Governo nazionale ribadita nelle ultime ore: da oggi in poi centri anti Covid in ogni regione d’Italia. Segno che l’opposizione è il sale di ogni sistema che funzioni, ma a patto che le fette di prosciutto si ricordi di metterle dentro la torta al testo e non davanti agli occhi.I numeri sono numeri. Quelli di Gimbe lasciano da sola l’Umbria in testa alla classifica delle regioni prossime al Covid free, quelli del Ricciardi team la pongono nella stessa posizione ma ex aequo con la Basilicata. Ma solo perché il team Ricciardi si è impegnato ad applicare un rigido modello matematico per l’individuazione di un ipotetico Santo Graal, il Gran Giorno del contagio zero. In realtà si immagina che un report del genere serva piuttosto per dire quanto è messa male la Lombardia (ma va spiegata anche la ancor più incresciosa situazione delle Marche e della provincia di Pesaro-Urbino) più che a dare un’utile indicazione. Basta fare una riflessione: nel momento in cui ci fossero delle riaperture differenziate per territori, è chiaro che chi riapre prima si espone a un ritorno dei contagi. Il problema non è, nel breve periodo, in attesa di cura e vaccino, e per evitare il tracollo dell’economia, non è il contagio zero, ma è l’efficienza (della risposta sanitaria) mille, la prevenzione (dei potenziali focolai) diecimila.In virtù di questi numeri e del riconoscimento nazionale, la presidente Tesei si tiene nel cassetto il suo progetto-slogan di ripartenza top secret (“Umbria, bella e sicura”), un po’ spera, un po’ incrocia le dita, ma pensa che già in Fase 2 il mondo produttivo umbro possa sfruttare questa solida base di partenza, i successi del primo round della lotta contro il terribile virus, per riavviare la ricostruzione. E qui sanno tutti cos’è. Non c’è un umbro al quale devi spiegare cosa significa rimuovere macerie, rimboccarsi le maniche e ripartire.Nel frattempo Tesei lima i provvedimenti economici che metterà in campo direttamente la Regione da subito, azzarda che da Ferragosto si possa perfino portare qui un “turismo granulare” e promuoverlo con i voucher che presenterà nelle prossime ore. Le incognite sono, ovviamente, innumerevoli. Ma c’è un’altra strada che la più tenace delle speranze per uscire rivedere un po’ di luce?
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