Banchi di scuola. Archivio

Salute ed economia degli umbri sotto i colpi del Partito ideologico della scuola e di quello dei rifiuti

POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Le superiori dovrebbero riaprire lunedì ma il tasso di positività è sopra la meda nazionale: possibile un ripensamento? Sull’altro fronte si attendono decisioni delicate e il coraggioso De Luca, con sprezzo del ridicolo, si batte contro ogni cerino acceso

di Marco Brunacci

PERUGIA – Sul primo fronte non è il caso di dilungarsi, Cityjournal ha detto tanto: il Partito ideologico della scuola (Pids) attende con ansia che lunedì le Superiori aprano in presenza anche in Umbria. Almeno al 50%.

Tutti gli umbri, per la loro salute, dovrebbero augurarsi che le valutazioni, in questi ultimi giorni, vengano fatte scansando ogni ideologia, ma ragionando solo sui dati, con collegamenti stretti con la realtà, con verifiche sulle attuali linee di contagio per definire scenari futuri e prevenire rischi eccessivi, alla luce di quanto successo nel passato (per esempio prendendo in esame il boom della diffusione del virus dopo la riapertura di settembre delle scuole). Se si più riaprire, ragionevolmente, con rischi limitati, si riapra. Altrimenti un’altra settimana di riflessione non è un affronto a un qualche, sconosciuto dio della cultura.
Tanto più che parte lentamente, senza raccogliere entusiasmi, quello screening su studenti e professori che dovrebbe dare qualche numero in più e qualche certezza di sicurezza in più. E’ vero che solo da domani – giovedì – le farmacie comunali saranno aperte per il test rapido gratuito per i 44 mila del mondo della scuola, ma non sembra che ci sia l’entusiasmo necessario per un’operazione utile se fornisce indicazioni a chi deve decidere.
Secondo fronte: qui è in azione il Partito ideologico dei rifiuti (Pidr) e del loro smaltimento. E’ partito lancia in resta contro ogni cerino che si accende in Umbria. Per scatenarlo non serve il progetto di un termovalorizzatore ma basta un camino – già esistente – che produce Css.
Anche qui, se si ragiona e si decide il nuovo piano dei rifiuti – atteso a settimane- in base alle scelte ideologiche, si finisce solo per fare danni prima alla salute degli umbri e poi all’economia di tutta la regione. E, come sopra, anche qui servono invece scelte razionali, non dettate dall’interesse del “mio giardino” o emozionali, ben motivate, piedi per terra, concentrati sui numeri, avendo in mente obiettivi precisi, che vanno dalla tutela della salute a quella delle tasche dei contribuenti (le tariffe, in questi ultimi anni, sono sempre cresciute ad ogni scelta, green o meno green).
Da segnalare che il campione anti-incenerimento, De Luca, è ormai nel vivo della sua battaglia e ieri è tornato a colpire. Il consigliere regionale Thomas De Luca è – per parere unanime – un giovane dabbene, generoso e entusiasta, e di generosità e entusiasmo ne serve di sicuro per fare opposizione militando in un movimento che quando va al Governo certe volte tende (Tav, Taranto, metanodotto, andando a memoria) a fare cose diverse da quelle che dice dall’opposizione (e non c’è bisogno di insistere sullo spettacolo andato in scena nelle ultime ore in Parlamento). Ma in più ha tanto coraggio. Nell’ultima sua nota lo abbiamo visto, anche con sprezzo del ridicolo, accollare alla Giunta Tesei l’emergenza delle discariche dell’Umbria. Da don Chisciotte votato alla ricerca della giustizia avrebbe anche caricato un mulino a vento – così dicono quelli della maggioranza – pensando fosse un esercito di mori: ha scambiato davvero l’essiccatore dei fanghi a Terni per un nuovo termovalorizzatore? Ma magari non è neanche così.

Quello che conta è che il Signore che protegge la politica ci mantenga più a lungo possibile il cipiglio fiero di De Luca, ma le scelte serie per i cittadini, in tema di smaltimento dei rifiuti, vengano prese solo e sempre dopo aver verificato i dati, l’impatto reale e non emotivo, in scienza e coscienza. Magari facendosi mandare anche due report dall’Europa del nord – quindi non la patria dei nemici del green, piuttosto i primi missionari del green medesimo, e dei reazionari in generale – per far capire a tutti per quale motivo in quelle terre la chiusura del ciclo dei rifiuti contempla la presenza della termovalorizzazione, mentre qui è considerata una bestemmia contro la dea Ecologia. E una lancia inflitta nel costato del suo profeta, De Luca.
La patata bollente tocca al vicepresidente della giunta regionale Morroni. Quindi, si porti sempre dietro l’appunto con l’impegno che si è prso a inizio mandato: il massimo delle informazioni scientifiche corrette, quindi dialogo con tutti, alla fine scelte nell’interesse unico (di salute e di portafogli) dei cittadini umbri.

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