di Marco Brunacci
PERUGIA – Le elezioni del presidente della Repubblica i delegati umbri? Da non perdere la velocità con la quale la presidente Donatella Tesei passa in cabina di voto. Secondo i cronometristi ufficiali ha stabilito una sorta di record sui tacchi e con vento a favore. Motivo? Un po’ sarà che deve occuparsi delle cose umbre (non smette mai e ci mancherebbe), ma un po’ anche perché passa da draghiana di ferro e non vuole che venga sospettata da quelli del suo partito di intelligence con l’attuale avversario. È chiaro che ho votato scheda bianca?
Un’altra che ha lo stesso problema – draghiana di ferro ad onta delle esternazione (attuali?) del leader del suo partito Silvio Berlusconi – è la senatrice Fiammetta Modena. Non è altrettanto veloce rispetto alla Tesei ma ci tiene a far sapere che si attiene. Altro che se si attiene. Poi, qualora, come tanti dicono, si arriverà con il cavaliere che cambia idea e opta per Draghi sarà ben felice di votarlo appena possibile.
Se non fosse che non ti capiscono ci sarebbe da inventare il neologismo: eccovi qua le Draghi-queen.
I ternani fanno invece fronte comune e pure bipartisan: è dato per certo che Nevi e Paparelli siano i promotori del voto a favore di Bandecchi. Non valgono le smentite.
Paparelli però sovrasta Nevi e si esibisce in impareggiabili post col monopattino, inforcato però con giacche scozzesi psichedeliche (che ti domandi: va per pernici o vota?) e completi da vetero-marchese dello Yorkshire. O sta scomodo o si cambia appena sceso dal velocipede.
Nevi però fa il suo: una foto sì e l’altra anche sta con Tajani, il numero due di Forza Italia ma più uno che due nell’organizzazione spicciola del partito. I quirinalisti umbri dicono che è un messaggio, neanche tanto subliminale, all’ottimo sindaco uscente di Perugia, Romizi, su un possibile posto in Parlamento nel 2023. È sold out.
A proposito di quirinalisti. Il più attivo, un ritorno alla grandissima, ecco Pietro Laffranco. Un post dietro l’altro, informatissimo, brillante, in forma da ragazzino, per l’ex parlamentare del centrodestra.
A cui fa da contraltare, Marco Squarta, fisico da modello, vestito da sposo, presidente dell’Assemblea legislativa, candidato sindaco in pectore di Perugia, che sarebbe perfetto non fosse per qualche entusiasmo di troppo nel votare il candidato di bandiera di fratelli d’Italia, Guido Crosetto. Un segno della persistente vocazione minoritaria di Fratelli d’Italia? Non sia mai.
Che fa Tesei nel tempo libero? Riallaccia rapporti pregressi, lavora tanto sui suoi dossier umbri che se non ci pensa lei nessuno combina alcunché, ma sfodera anche, come un’arma, la sciarpa dell’Istituto Serafico di Assisi.
Quando l’hanno vista parlare col ministro della salute, Speranza, hanno capito: gli stava chiedendo un’altra volta i soldi per realizzare ad Assisi la clinica di riferimento per disabili. Perché testarda è testarda e non ci piove. Ma su questo progetto ci crede come nessuno.
E poi – sostengono i retroscenisti – usa la sciarpa come le collane dell’aglio per i vampiri. Vuol tenersi lontana anche solo l’effige della sindaca di Assisi, Proietti.
Ma l’interrogativo è questo: riuscirà la Governatrice umbra a incontrare, magari per caso, Giorgia Meloni senza farsi cacciare un dito in un occhio? Starà pensando di trovare per i Fratelli uno strapuntino nella sua Giunta (e magari è pure venuto il momento)?
Gli altri umbri che fanno? Verini si muove a Roma come una manta nei mari del Sud: elegante, soddisfatto, perfettamente a suo agio. Marina Sereni, dopo decenni, si ritrova però ad essere una precaria del Parlamento, Prisco è intento a fare da solo la generazione atreju.
Il senatore Zaffini? Tonico, compito, convincente, saggio, sale e pepe di capelli, fa esemplari video facebook per perorare il presidenzialismo prossimo venturo. Un solo neo: i grandi elettori sono 1008 non 1009. Tutto lo staff dietro la lavagna.
Ps. sapete cosa dicono da Roma? Che Draghi farà il presidente della Repubblica e l’unico problema di queste ore è trovare un presidente del Consiglio che regga per un anno il governo di questo bellissimo Paese. Mah.


