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Indiscreto rifiuti/Termovalorizzatore, il progetto di A2A è troppo grande? Ma Gualdo Tadino resta in pole position

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | La Regione (Morroni) annuncia che il primo progetto presentato dal colosso lombardo è fuori dalla programmazione regionale. Ma se ci fosse un ridimensionamento? Altrimenti: no Terni, nì Pietramelina. Sullo sfondo sempre l’interesse di Acea per Gesenu. Con possibili conseguenze

di Marco Brunacci

PERUGIA – I rifiuti sono un tema bollente. Roma docet. L’Umbria ha scelto la strada di concludere il ciclo con il termovalorizzatore, come anticipato tre settimane fa da Umbria7. Adesso che si conosce nei dettagli il Piano regionale preadottato, tutto il dibattito si è spostato non più su “si farà il termovalorizzatore”, ma su “dove si farà”.

Come si vede anche a Roma, si tratta sempre di un nervo scoperto delle amministrazioni di ogni colore. Per l’Umbria, come per ogni altro ente locale, la strada è in salita. Ma stavolta l’iter non può essere più bloccato. Certo, però, ritardato sì.
Basta pensare solo per un momento all’assurdo che si sta verificando a Gubbio: dopo anni di discussioni finalmente arriva l’autorizzazione regionale a smaltire Css nei cementifici (Colaiacovo e Barbetti), facendo un’attenta analisi di pro (tanti) e contro (minimi). E che succede? Scatta l’ordinanza del sindaco di Gubbio che blocca tutto. Per quanto? Ragionevolmente non per molto, dovendo fare un pronostico. Ma intanto le questioni diventano ancor più ingarbugliate.
La logica del “siamo tutti per il pianeta, per l’ambiente, per il bene comune ma non provate a fare qualcosa nel mio giardino” resta imperante. Lo spettacolo, che sta dando l’Umbria con le barricate contro il nodino stradale di Perugia (e il successivo nodo), è davanti a tutti.
E allora veniamo al dunque. A quel che fa sapere la Regione (Morroni) il primo passo nella direzione di un termovalorizzatore umbro è finito in terreno scivoloso.
Di cosa parliamo? I lettori di Umbria7 ricorderanno che 2A2, gigante del settore rifiuti, che ha come maggiori azionisti il Comune di MIlano e quello di Brescia – entrambi retti da giunte di centrosinistra -, si è fatto avanti con un progetto.
In realtà il progetto è legato – lo abbiamo fatto presente – alla produzione di ceramica della zona. 2A2 è anche socio di minoranza della Tagina, storico marchio gualdese di high quality del settore. Ora la notizia della Regione: il progetto pensato in grande, con proporzioni lombarde, da 2A2, prevede un impianto imponente, sicuramente non conforme con la programmazione regionale.
Ma se il progetto cambiasse e la grandezza si riducesse? Il termovalorizzatore potrebbe restare a Gualdo Tadino, avendo come mission sia la ceramica sia le esigenze della chiusura del ciclo dei rifiuti di tutta la regione.
Le alternative per altro, almeno al momento, sembrano un po’ fragili. Pietramelina – discarica dismessa, sito che però ha già pagato un prezzo alto allo smaltimento rifiuti – viene considerata dai tecnici idonea ma non certo ottimale. Tutta l’area ternana invece di fatto è stata esclusa anche dal dibattito.
Premesso che l’individuazione del sito dovrà essere oggetto di un bando dell’Auri, qui siamo ad elencare mere ipotesi. Sapendo che non sono cose che si risolvono in pochi giorni.
E sullo sfondo resta sempre l’indiscrezione pubblicata da Umbria7, secondo la quale l’altro gigante del settore, la romana Acea, potrebbe essere interessato ad acquisire quote Gesenu e ad avere sia Terni (come ora) ma anche Perugia tra i suoi clienti. Finiranno per incrociarsi A2A e Acea nella piccola Umbria?
La partita è, da qualunque prospettiva la si osservi, di grande interesse.

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