in , ,

Quasi 40mila passeggeri in un mese: l’aeroporto San Francesco è decollato. Ora ambizioni, Umbria unita e partner seri per tenerlo in volo

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | La Regione festeggia per tutti gli obiettivi che sono stati centrati, contro le obiezioni dello scetticismo ozioso. Ma il prossimo step è quello decisivo: 150mila passeggeri da qui a fine settembre e poi via al piano strategico di rafforzamento

di Marco Brunacci

PERUGIA – Un dossier di quelli che ha aperto la Regione che sta andando oltre le aspettative? L’aeroporto San Francesco. L’obiettivo resta sempre quello di mettere la Sase sul mercato ben inteso ma le tappe sino state bruciate. I numeri dei primi cinque mesi sul traffico aereo sono impressionanti. Per un motivo: la partenza è stata lenta come spesso succede nei periodi di incertezza ma il crescendo è stato netto e senza equivoci.

I 300mila passeggeri fissati come target da raggiungere quest’anno sono a portata di mano. E, ben inteso, il target non era poco ambizioso: sarebbe il record storico per distacco dello scalo umbro. Per ora resta il dato che entusiasma chi ha messo nero su bianco il progetto di nuovo San Francesco: nei primi 5 mesi siamo al +23% rispetto all’anno migliore dello scalo. Maggio è stato memorabile, con un picco fuori dal comune, ma nei 5 mesi,: senza tutte le rotte estive, sono transitati 94.839 passeggeri. Nel solo maggio 37.355 passeggeri che significa +74% rispetto all’anno pre Covid 2019 ma anche +31% rispetto al maggio 2015, che rappresentava il precedente record storico per maggio.
Funzionano alla grande Barcellona, Palermo e Bucarest, ma ora Ryan air sta ottenendo risultati con Brindisi e Cagliari.
Da qui a fine settembre 150mila passeggeri così, senza altri impedimenti internazionali, sono un obiettivo ragionevole.
Il progetto ha funzionato. Decollo operato, contro obiezioni di maniera o inutilmente astiose. Ora sta per venire il bello. Si deve tenere l’aeroporto ad alta quota. Il progetto per farsi più ambizioso ha bisogno di nuovi partner. Perugia da sola non può farcela, serve tutta l’Umbria, che è molto ma molto restia. Fondamentalmente per miopia: è cos’ evidente che nel mondo di domani (sperando che venga risparmiato da virus di incerta provenienza e giocolieri delle guerre) senza un collegamento rapido aereo non si ottiene nessun risultato.
E c’è ancora però chi crede che l’aeroporto sia uno sfizio non un volano indispensabile dell’economia e del turismo.
Per ora tutto bene sulla pista di decollo. Ma il prossimo step sarà più impegnativo. Prepararsi.

La richiesta accorata ai carabinieri: «Aiutate mio fratello disabile»

Presentazione stagione 2022/2023 Morlacchi di Perugia

Ventidue spettacoli per la nuova stagione del teatro Morlacchi di Perugia