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Terni, il consiglio comunale dei tarantolati

Quando un consigliere dice «noi» la domanda sorge spontanea: sta parlando dell’attuale gruppo, di quello di prima, di quello di quando è stato eletto?

DI AURORA PROVANTINI

TERNI – La parola “noi”, in consiglio comunale, provoca attimi di smarrimento. Quando un consigliere dice «noi» la domanda sorge spontanea: sta parlando dell’attuale gruppo, di quello di prima, di quello di quando è stato eletto?

Questa mattina Doriana Musacchi, una consigliera battagliera ed energica, è entrata nel gruppo di Forza Italia. Proveniva dal misto ed era stata eletta nella Lega. Dal 2018 sono stati 28 le consigliere e i consiglieri che non hanno trovato pace. Con alcuni cambi clamorosi: con Emanuele Fiorini il più votato della Lega, che approda ad Uniti per Terni, poi a Fdi, quindi al misto. Oppure con Marco Cozza, eletto nel M5s di opposizione, che passa in maggioranza con la Lega. La sua collega Patrizia Braghiroli che saluta i Cinque Stelle e in Fdi diventa un punto di riferimento finendo per essere l’attuale capogruppo.
E sempre in fatto di capigruppo Federico Brizi, uno dei consiglieri con maggiore esperienza e conoscenza dei temi amministrativi, viene da Fi.
Ancora, i saluti di Valdimiro Orsini, l’ala Margherita del Pd, che va al misto. Una girandola di sedie e postazioni che provoca nuove geografie e nuovi assetti, ad iniziare da quelli delle commissioni consigliari sempre in divenire. Secondo i beni informati la conferenza stampa di questa mattina avrebbe riscaldato ancor di più il calore della Conca. La Musacchi va a rafforzare l’ala moderata del centrodestra. E poi, le parole dell’onorevole Raffaele Nevi che alle domande dei giornalisti sulla ricandidatura del sindaco Latini ha risposto secondo protocollo: «Bene la sua disponibilità, la questione, essendo Terni capoluogo di provincia, va affrontata sul tavolo nazionale come per tutte le grandi città».
Tanto sarebbe bastato per provocare tempeste telefoniche, con la Lega già sulle barricate.
Lega preoccupata anche dalle voci di una lista civica data sempre più delineata e che vedrebbe pezzi da novanta della giunta Latini.
Una emorragia di voti preoccupante, considerando anche che a Terni Fdi è data in forte ascesa e Fi in ripresa di quadri e consensi.

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