in , ,

Trasporto pubblico, la Regione indice la gara solo con un piccolo taglio alla spesa. Ma i bacini saranno 4 per avere più efficienza e mercato

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | La battaglia vetero sindacale è servita a tenere (abbastanza) alta la spesa e i privilegi relativi, ma ora c’è l’ansia per la divisione in 4 delle aree dell’Umbria. Le vecchie logiche possono saltare di fronte alle proposte economiche di gestori privati che potranno venire anche dall’estero (i francesi)

Interior of a public bus transport
di Marco Brunacci

PERUGIA – È uno dei dossier rimasti aperti in questi giorni ed è tra i più delicati. Il trasporto pubblico è fermo agli anni Sessanta e non c’è governo che riesca ad ammodernarlo.
Per questo bisogna apprezzare la Giunta Tesei che almeno ha dato una piccola sforbiciata (2 milioni 800 mila euro), roba da manicure, ben inteso, al gigantesco esborso per far girare in Umbria pullman vuoti o semivuoti in nome del diritto di color che vivono in frazioni sperdute a essere raggiunti dal servizio.

Senza considerare che quei soldi vanno a mantenere antichi e antistorici privilegi della categoria degli autoferrotranvieri e a rendere impossibili investimenti pubblici in settori di utilità maggiore per i cittadini. Soprattutto per quelle fasce deboli che certo sindacato non corre a rappresentare.
Ecco allora che la Cgil è felice perché si mantiene molto alta la spesa per il trasporto su gomma (oltre 57 milioni l’anno, ripartiti tra Stato e Regioni) e il conseguente potere della categoria.
Arriva però oggi la delibera che indice il bando per la gara per la gestione del trasporto pubblico.
La Regione sceglie di fare 4 bandi per altrettanti bacini, non per tornare indietro nel tempo ai vecchi ambiti territoriali, ma per cercare di innovare almeno qualcosa, introducendo elementi di mercato e di concorrenza. Più bacini, più facile verificate l’efficienza del servizio.
È chiaro che un solo gestore potrà assicurarsi tutti e 4 i bandi. Potrebbe essere l’attuale gestore, Busitalia, che sembra godere di molte simpatie da parte di Cgil. Potrebbero però essere 4 diversi gestori o due.
Potrebbe essere un gestore straniero (i temuti francesi).
Ci si deve confrontare in una gara aperta e trasparente, che, mettendo in conto i ricorsi, un classico italiano, potrebbe durare un anno a partire dal dicembre 2022, quando verranno resi pubblici i termini di bandi e potrà iniziare la corsa. A fine 2023 si conoscerà il vincitore.
La gara è delicata: si decide il destino del trasporto pubblico per i prossimi 9 anni. E chi gestirà 57 milioni e spicci all’anno.
Cosa agita ancora il più vetero tra i vetero sindacalismi?
La prospettiva che i 1700 dipendenti attuali di Busitalia debbano essere costretti a lasciare la vecchia casa madre, magari per finire tutti con i francesi o una parte con Busitalia e un’altra parte con altro gestore privato.
Si vedrà tra un anno.
Ma quei piccoli meccanismi di mercato che vengono annunciati nella delibera che decide l’indizione della gara per il trasporto pubblico qualche risultato potrebbero raggiungerlo, nel senso dell’efficienza e della razionalizzazione del servizio. Che si riesca ad abbattere qualche privilegio? Mai dire mai. Umbria7 resta in vigile attesa.

Padel

Terni: non si arresta la Padel mania in città

Oltre un milione di euro dalla Regione per le specializzazioni di medicina