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Teatro Verdi, rinvio in commissione e spreco di denaro pubblico

Risposte colorite del consigliere Emanuele Fiorini

Il consiglio comunale di Terni
Francesco Petrelli

TERNI- Assurdo e inconcepibile che dopo quattro sedute in commissione, con gettoni a seguito, la maggioranza oggi non si sia espressa in merito alla questione del teatro Verdi.

Audizioni continue e un ritorno in commissione che difficilmente cambierà le decisioni prese, Presciuttini (Lega) genuino e sincero abbandona l’aula per non prendere posizione su un argomento troppo scomodo. Gli esposti in Procura lasciano spazio a qualsiasi scenario e nessuno ha voglia di esprimersi e soprattutto di rischiare nel prossimo futuro.
Un passaggio a vuoto, colorito dall’istrionico Emanuele Fiorini che comunque ha aperto un solco nel pressappochismo per una decisione inevitabile e ormai scontata. Una bagarre dove maggioranza e opposizione ne sono usciti sconfitti, la campagna elettorale è più importante della cultura della città.

Sulla questione, dura presa di posizione anche di Alessandro Gentiletti (Senso civico):

e di Claudio Fiorelli (M5s): «Il rinvio in commissione di una relazione già votata all’unanimità da parte di tutti i consiglieri che compongono la commissione stessa, compresi quelli della maggioranza, è una cosa semplicemente insolita e surreale”. Così il presidente della Commissione controllo e garanzia, Claudio Fiorelli, dopo che la relazione inerente al bando per la progettazione del nuovo Teatro Verdi torna al punto di partenza: “I motivi di questa decisione presa dalla maggioranza sono sconosciuti, hanno deciso di rimandare la relazione che era stata già votata perchè l’argomento è probabilmente molto scomodo. Surreale che si rimandi una relazione dopo il lavoro della commissione, dopo due audizioni, e soprattutto dopo il voto del marzo 2022 che di fatto ha reso pubblica la relazione. Da allora nessuno ha detto nulla, oggi di punto in bianco la maggioranza la rimanda indietro senza spiegarne i motivi. Essendo una relazione pubblica, si tratta di una scelta piuttosto insolita. La relazione mette semplicemente un punto sul lavoro già fatto. Se c’erano argomenti nuovi si poteva intervenire a suo tempo. Tutto d’un tratto adesso la maggioranza si accorge che in quella relazione votata anche da loro c’è qualcosa che non va?».

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