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Umbria, la Regione approva il piano di prevenzione e cura del disturbo da gioco d’azzardo

Un indagine del 2019 ha stimato che circa il 41% della popolazione umbra ha giocato d’azzardo

PERUGIA – La giunta regionale dell’Umbria, su iniziativa dell’assessore alla salute, ha approvato nel pomeriggio di oggi, 21 settembre, la programmazione delle attività 2022-2023 del piano regionale per la prevenzione, cura e riabilitazione del disturbo da gioco d’azzardo.

Breve sintesi dei dati al 2019, rilevati da Gasp Umbria. Secondo l’indagine, il 41 per cento della popolazione umbra residente, di età compresa tra i 18 e gli 84 anni, ha giocato d’azzardo, in percentuali maggiori tra il genere maschile e la fascia più giovane di età. Tra chi ha giocato nel corso dell’ultimo anno, i giochi più praticati sono stati il Gratta & Vinci (80%) – preferito soprattutto dal genere femminile e dalla fascia di età 45-64 anni -. seguito da Superenalotto (44%), Lotto (30%) e Scommesse sportive (20%), praticate queste ultime soprattutto dal genere maschile. Per il 15% dei giocatori umbri 18-84enni che hanno giocato d’azzardo negli ultimi 12 mesi, il profilo di gioco risulta essere a rischio. Il 13% di questi ha trascorso in media più di 30 minuti al giorno per il gioco d’azzardo on site e il 25% sarebbe disposto a impiegare oltre 10 minuti per raggiungere un luogo di gioco.

Nel piano saranno investite le risorse destinate alla regione Umbria dal ministero della Salute, per un importo pari a 655 mila 600 euro, mentre per l’attuazione sono coinvolti tutti i rappresentanti di enti, associazioni e istituzioni a vario titolo interessati, come referenti dell’Anci e Federsanità Anci Umbria, delle aziende sanitarie locali, delle zone sociali e dei comuni. Le attività saranno coordinate da una cabina di regia, organo di coordinamento operativo di livello regionale, che ha definito le linee di azione principali, partendo dall’analisi dei bisogni e dei mutamenti registrati anche per effetto della pandemia.  

«È stata organizzata una giornata di studio – ha spiegato l’assessore – rivolta a tutti i soggetti che partecipano alla cabina di regia, per analizzare i punti di forza e le criticità emersi nella fase di implementazione delle precedenti programmazioni regionali e, con il supporto di facilitatori esperti in tecniche partecipative, è stata arricchita la nuova pianificazione includendo i contributi offerti da professionisti con differenti esperienze e punti di osservazione».

Redatta alla fine la programmazione delle attività 2022-2023, che punta alla costruzione e al consolidamento di un sistema regionale di intervento, coordinato e integrato, per la prevenzione, la cura e la riabilitazione del disturbo da gioco d’azzardo, passando da una risposta di primo fronteggiamento, ad un sistema strutturale di servizi ed interventi. L’intervento rivolto al gioco d’azzardo non si connota infatti come specialistico e settoriale, ma si inserisce prevalentemente in azioni trasversali, coerenti con altre programmazioni regionali.

Il Piano prevede quindi un intervento organico, definito e coordinato in ambito regionale e attuato in maniera articolata nei territori, basato sul coinvolgimento e la partecipazione delle azienda usl, degli enti locali, del privato sociale e delle associazioni, lungo tutta la filiera dalla progettazione all’attuazione degli interventi, comprese le attività di monitoraggio e valutazione.

«Per un’efficace espansione e radicamento delle azioni nel contesto delle comunità locali – ha evidenziato l’assessore –  un elemento fondamentale è costituito dallo sviluppo di alleanze permanenti con il privato sociale, il terzo settore, le associazioni di diversa tipologia».

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