in ,

Al compleanno di Nestlè, si festeggia anche l’Umbria con le imprese al centro. Senza polemiche al cioccolato

La scommessa della linea economica della Regione al vaglio dell’industria

M. Brun.

PERUGIA – Val la pena fare un breve ragionamento a posteriori su un evento che è stato in bel successo di presenze, di temi della discussioni, di annunci diffusi nei tempi e nei modi giusti, di comunicazione (sì, sembra incredibile ma può succedere perfino in Umbria di fare qualcosa di rilevante e trovare anche il modo giusto per farlo sapere). Allora: Nestlè festeggia i 100 anni del bacio con un super convegno (con Confindustria) sul ruolo delle multinazionali in Umbria. Ci sono i grandi industriali umbri: da Colaiacovo a Colussi dallo schivo Luca Margaritelli passando per il finanziere di Sangemini, Pessina, alla iconica Nicoletta Spagnoli. Poi Alcantara a Piacenti e Urbani e Angelantoni fino a Cesaretti e a tanti altri.

Tutto sotto l’occhio attento del padrone di casa e potente AD della Nestlè Italia, Travaglia, del gran cerimoniere e Presidente di Confindustria Umbria Briziarelli (che da quando si è dimostrato capace di immaginare per l’Umbria un Briziarelli dream è cambiato nella comune percezione) e per guest star la presidente della Regione Tesei. E così, tra uno stabilimento Perugina San Sisto mai così in forma (lontanissimi i tempi delle lotte, delle chiusure e dello smantellamento), tra un annuncio di Travaglia (storico) su altri 7,5 milioni di investimento (mai così tanti dal 1990), tra un Romizi finalmente sorridente soddisfatto e rilassato per l’ottimo rapporto con la sua Perugia e una bellissima narrazione sul bacio, focus sulle multinazionali umbre, che non sono solo straniere, ma anche quelli che dall’Umbria vanno nel mondo. Ecco Tesei: applausi, tanti, su un intervento che rivendica le sue politiche per le imprese (così poco comunicate, ma di successo), ed ottiene l’endorsement delle imprese sul suo rivendicato “cambio di paradigma dell’impresa al centro” dello ‘sviluppo infrastrutturale’ (però fare presto, si insiste) e dell’Aeroporto ripartito e della battaglia sull’energia (con la pioggia di milioni di aiuti regionali sul fotovoltaico), del pubblico che non fa impresa ma che aiuta le imprese.
Promossa dagli imprenditori. Ma la Cgil ha in serbo una cuoriosa pralina avvelenata: su da promozione dell’Umbrua con cioccolata veneta.

Le cose stanno così: quel cioccolato è prodotto in Umbria ma passato dal Veneto. La tempesta si placherà come è nata. L’opposizione fatta così però non ha un gran futuro di Governo. Funziona di più, in ottica di sfide sul di futuro governo dell’Umbria, che le multinazionali sono pronte a puntare sull’Umbria che mette al centro l’impresa. E la Tesei raccoglie. Alla fine tutti d’accordo sul concetto di Umbria terra dello sviluppo sostenibile. Confronto (e pure scontro) con l’opposizione atteso su questi temi. Più che sulle tavolette di cioccolato.

Sanità umbra in lutto per la morte di Piero Floridi

Terni: il ricordo dei caduti nel 19esimo anniversario della “strage di Nassiriya”