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Postignano: alla scoperta della crocifissione dei Caldarola

La visita guidata con Carlo Favetti

di Carlo Favetti

SELLANO (Perugia) – Nel territorio sellanese colpito dal terremoto una miriade di opere d’arte pullulano in ogni dove, dalle piccole alle grandi chiese situate nelle tantissime frazioni immerse nel verde inconfondibile. Luoghi che piano piano tornano a vivere dopo il flagello e lo spopolamento causato dal terremoto. I luoghi del silenzio sono ricercatissimi dai turisti e dai viaggiatori solitari questo è garantito. Andiamo questa volta a conoscere un vero gioiello recuperato in toto e divenuto una attrattiva da parte di turisti provenienti da ogni parte d’europa. Questo borgo medievale senza eguali è sicuramente Postignano, recuperato dopo i vari danni provocati in questi anni dagli eventi sismici.

Ritornato al suo splendore il castello è la perla della valle del Vigi. Abbiamo parlato lungamente della sua storia e delle sue peculiarità ambientali, storiche e artistiche. E’ anche doveroso, invece, soffermarsi su reperti di grande fascino e ricchezza culturale, salvati dalla corruzione del tempo, dalla trascuratezza dell’uomo che a volte non è meno delle calamità naturali. Ecco quindi la chiesa di San Lorenzo o della Santissima Annunziata, già dedicata, in origine, a San Primiano, culto in zona, già dal IX secolo. L’ edificio attuale però, fu dedicato nel XIV secolo. Il suo interno è una galleria d’arte in affresco con opere di eminenti pittori marchigiani come Angelo di Bartolomeo da Camerino detto il maestro di Gaglianvecchio di Montesanto; la bella e suggestiva oltre che commovente Crocifissione
(nella foto) della cerchia dei De Magistris sempre di artisti marchigiani conosciuti come i Caldarola dell’omonimo paese. E’ questo il dipinto che andremo a scoprire, attribuito e rinvenuto dopo il crollo di un muro nella parete di fondo quindi: Crocifissione tra angeli, la Madonna e San Giovanni. Passiamo alla descrizione dell’ affresco ben restaurato. Il Cristo Crocifisso è al centro, tra angeli inginocchiati su nuvole; quello di destra in abito rosa (nella foto) porge la coppa del sangue che fuoriesce dal costato del Crocifisso; quello di sinistra in tunica verde, è a braccia spalancate con l’espressione in volto, dolente come se volesse presentare la scena ai suoi personaggi. Infatti, sotto a destra, la Madonna Addolorata in abito scuro con la mano sinistra adagiata sul petto e la destra si tiene il manto ai fianchi; a sinistra l’ Apostolo Giovanni con tunica verde avvolto nel manto paonazzo, ha le mani giunte portate al petto.
Sul braccio sinistro si intravede il libro rosso dei vangeli. I due personaggi sono ben evidenziati dalla aureola dorata che ne esalta il volto, affranto e dolente. Il fondo blu del cielo, intenso, mette in rilievo le ali variopinte dei due angeli i quali con il piumaggio minuzioso, creano e danno vita a un movimento, dirompente sulla scena piatta e immobile. L’ opera si caratterizza per la sua accennata
staticità mettendosi in rapporto con altre produzioni pittoriche dell’epoca realizzate anche su tavola da artisti più o meno noti della stessa cerchia. Visitare Postignano è di obbligo per tutti coloro che, in ogni stagione, si avventurano con escursioni e gite in questa parte fantastica della nostra verde Umbria lungo il Vigi. I De Magistris famiglia di pittori Caldarolesi ne tracciamo un breve regesto della vista e della laboriosità di questa famiglia che ha sfornato una serie lunga e proficua di pittori. Quindi 1533 -1613 Simone De Magistris figlio di Giovanni Andrea e Camilla Ambrogio. fratello di Palmiro e Giovan Francesco pittori sempre a Calderola. Una discendenza di artisti così anche i figli Simone, Federico e Solerzio.
Questi e altri sono la scuola Caldarolese. Simone frequenta la bottega di Lorenzo Lotto raccomandato da Durante Nobili altro valentissimo pittore. Comunque Simone, avrà la fortuna grazie alla
benevolenza del Cardinale Evangelista Pallotta caldarolese. Secondo me, ammirando attentamente molte delle sue opere, il Simone de Magistris è stato uno dei primi esponenti dell’arte della
controriforma a cavallo tra il 1500/1600; quindi uno dei primi rappresentanti del manierismo.

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