POLE POLITIK di MARCO BRUNACCI | Calo netto degli attualmente positivi in virtù di altri 638 guariti, ancora ben al di sotto del 10% i casi di contagio rispetto ai tamponi, meno ricoveri e anche -2 terapie intensive. Restano però 8 decessi
di Marco Brunacci
PERUGIA – La svolta – ci si augura con tutto il cuore che sia un percorso a senso unico, sapendo che possono sempre esserci incognite con questo virus capace di sorprese e nefandezze – si era già avvertita nei numeri di venerdì scorso, nonostante il tragico e sempre devastante numero dei morti (21).
Ora si ha la conferma: i decessi sono sempre un conto elevato pagato alla crudele pandemia, ma i numeri trovano un ulteriore riscontro e sono tutti tendenti al basso. I 386 positivi su 4331 tamponi sono forse il dato meno utile per lasciarsi andare all’ottimismo, ma di sicuro la percentuale è ancora e sempre ben sotto il 10 che viene considerata una soglia che vale la zona gialla a livello nazionale con relativo allentamento delle misure di restrizione.
Ma quello che rimane fondamentale è il conto dei guariti: 638 nella giornata di ieri, segno che la reazione sanitaria c’è e che nonostante si sia alzata la media dell’età dei contagiati le cure funzionano di più e meglio e la perizia dei medici e la qualità dell’assistenza consente di ottenere risultati. In numeri questo significa che gli attualmente positivi scendono a 9.937, cioè meno 260 rispetto a ieri. Un altro numero fondamentale per ottenere – volendo e ammesso che non si cambi direzione – l’ammissione alla zona gialla.
I decessi restano 8 e sono altrettante tragedie, ma anche qui l’indice di letalità (deceduti rispetto a contagiati) resta il migliore in Italia: 1,58%.
I ricoveri: -10 nei reparti ordinari, ma anche -2 nelle terapie intensive che sono il tallone di Achille della organizzazione sanitaria umbra, la quale comunque sta attrezzandosi a tempo di record per giungere a 152 posti letto (pronti per i primi di dicembre), in attesa di completare il piano con i 16 dell’ospedale da campo (il 17 dicembre sarà terminato, secondo norma contrattuale) e gli altri 14, eventualmente attivabili a Civitanova Marche, nell’ospedale realizzato da Bertolaso per la Regione Marche e utilizzabile (qualora sia necessario) da metà dicembre anche dall’Umbria.
Si intravede qualche segnale positivo, un motivo in più però per rispettare tutte le norme di distanziamento e mascherina. Sperando che poi siano le cure con gli anticorpi (buone notizie dagli Usa), i vaccini (tre in arrivo, un quarto in rampa di lancio, un quinto tutto italiano pronto in estate), perfino gli spray nasali antiCovid (l’Australia è pronta a metterlo sul mercato) a dare il colpo di grazia al nemico invisibile che cambiato la vita di tutti.
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