Trasporto pubblico, c’è una notizia positiva e una negativa. Ma è la stessa: la Regione farà la riforma portando alla cifra record di 28,2 milioni il contributo

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | Gli aspetti positivi: la Giunta mette a tacere gli oppositori procedendo con il rinnovamento ma senza penalizzare né i passeggeri né i dipendenti. Gli aspetti negativi: i soldi investiti aumentano mentre l’utilizzo dei mezzi è in netto calo (dal 76% al 46% dei cittadini)

di Marco Brunacci

PERUGIA – Trasporto pubblico, c’è una notizia buona e una cattiva. La cosa particolare è che è la stessa notizia.
La notizia positiva: la Regione ha deciso di mettere sul servizio pubblico 28,2 milioni del suo bilancio 2023, mai così tanti. Da oggi in poi nessun oppositore, per quanto pigro, potrà obiettare che la giunta regionale non sia attenta a questo comparto da sempre così tanto considerato dalla sinistra, con le sue dinamiche e i suoi interessi.

I 28,2 si aggiungono ai 100 che mette il Governo nazionale E permettono alla giunta regionale (assessore Melasecche, grande esperto e titolare della delega) di affermare che si avvierà una moderna riforma del Tpl, tanto contestata, non a spese degli utenti ma nemmeno degli addetti del settore, che pure godono di importanti privilegi pluridecennali e avevano avuto già modo di protestare fragorosamente.
Il varo della riforma porterà alla gara per il Tpl che viene vissuta con grandi aspettative. Non si sa se aprirà una fase del tutto nuova, ma sicuramente porterà a una considerazione diversa delle tematiche e delle prospettive più avanzate.
La notizia negativa: la Regione ha deciso di mettere sul trasporto pubblico 28,2 milioni del suo bilancio 2023, mai così tanti. Questo vuol dire che verranno sottratti ad altri settori, che incrociano nuove esigenze, capaci di creare sviluppo, per mantenere un servizio, la cui utilità spesso sfugge, vedendo gli autobus vuoti. L’alto stanziamento cuce la bocca agli oppositori ma soprattutto al potente sindacato degli autoferrotranvieri, categoria che vive ancora dei fasti degli anni Sessanta, col quale è evidentemente difficile cambiare tipo di rapporto. Mentre il mondo è cambiato.
Cambiato così radicalmente che Legambiente segnala che i passeggeri medi del trasporto pubblico locale (Tpl) sono scesi, dal 2016 al 2022, complice ovviamente anche il Covid, dal 76% al 46%.
Se col 76% dei cittadini interessati, l’intervento della Regione sul trasporto pubblico era da considerare indispensabile welfare, da corretto Stato sociale, col 46 sarà da considerare da Stato asociale?
La giunta regionale è convinta che la riforma del Tpl sanerà ogni problema e consegnerà all’Umbria un sistema moderno. Non pullman vuoti che scorrazzano per l’Umbria, ma servizi per le fasce che ne hanno realmente bisogno. E il costo – in verità esperienze in altri settori, vedi i rifiuti, lo escludono – potrebbe perfino essere meno gravoso per la collettività.
Quando si dice una notizia negativa e una positiva. Ed è la stessa notizia.

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